Viaggio nella Verona di Shakespeare, tra fantasia e realtà (seconda parte)

La Verona di Shakespeare, busto del Bardo alla tomba di Giulietta

What: I luoghi di Shakespeare
Where: Verona
When: Febbraio 2018
Who: Gabri
Why: Why not?

Continua il nostro viaggio alla scoperta della Verona di Shakespeare, un percorso che tocca luoghi sospesi tra la vita della città odierna e un’altra dimensione, quella dell’immaginazione del grande drammaturgo. Nella prima parte del nostro itinerario, prendendo avvio dalle pagine di Romeo e Giulietta (tragedia composta tra il 1594 e il 1596), abbiamo indagato tutti i segreti e le curiosità che custodiscono le case dei due innamorati.

Pronti, ora, per una nuova passeggiata lungo i sentieri tracciati dal Bardo?

LA TOMBA DI GIULIETTA

La Verona di Shakespeare, tomba di GiuliettaIn Via Luigi da Porto, presso il monastero di San Francesco al Corso, si può visitare quella che è conosciuta da tutti come la tomba di Giulietta. In seguito alla ristrutturazione del 1938, il complesso architettonico si mostra parzialmente rielaborato.

Il posto è stato individuato sulla base di congetture desunte dall’intreccio del dramma.
Da una parte, la realtà storica. La chiesa venne innalzata intorno al 1230 in un’area dove si riteneva avesse soggiornato, un decennio prima, San Francesco d’Assisi. Alla fine del XIII secolo questo era ancora il solo monastero francescano ubicato fuori dalla cinta muraria della città.
Dall’altra parte, invece, la leggenda. Romeo, dopo aver ucciso Tebaldo in duello, viene bandito dalla città. L’eroe, quindi, non avrebbe potuto raggiungere il luogo di sepoltura dell’amata, se questo si fosse trovato all’interno delle mura. In più, nella vicenda, è Lorenzo, un frate francescano, a formulare il piano per far fuggire i due innamorati.

Per accedere all’ambiente che nella tragedia fa da sfondo al triste epilogo, bisogna spostarsi in una sala della cripta. Al centro dello spazio sta un sarcofago in marmo rosso: è qui dentro che, secondo la tradizione, avrebbero riposato le spoglie della giovane Capuleti.

La Verona di Shakespeare, chiostro alla tomba di GiuliettaIl manufatto è privo di coperchio perché il pezzo venne comprato dall’arciduca Giovanni d’Austria.
Anche le condizioni dello stesso sarcofago non sono delle migliori, per un motivo davvero insolito. Infatti, in passato, si usava staccare dal reperto delle piccole schegge, come souvenir della Verona di Shakespeare. A tal proposito, pure Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, vedova di Napoleone, volle avere un ricordo della malinconica tomba. L’ex imperatrice, a Verona nel 1822, prima rimosse alcuni frammenti lapidei, e poi li fece incastonare in una collana e in un paio di orecchini.

Oggi il monastero è sconsacrato. In una camera addobbata si celebrano le unioni civili, mentre le altre sale ospitano il Museo degli affreschi di G.B. Cavalcaselle.

I PORTONI DELLA BRA

La Verona di Shakespeare, i Portoni della Bra visti da Piazza BraL’ultima tappa del nostro tour nella Verona di Shakespeare è ai Portoni della Bra.
Questi costituiscono un magnifico esempio di porta cittadina, realizzata lungo le mura medievali per mettere in comunicazione l’antica braida (così veniva chiamata l’area suburbana, di campagna) con Piazza Bra (il toponimo deriva proprio dal termine braida). Il compimento dei due grandi ingressi arcuati – come pure la ristrutturazione della cinta muraria – risale al Cinquecento, al periodo di forte sviluppo urbanistico promosso dalla Serenissima. L’orologio centrale, invece, fu posto nel 1872.

Nell’opera shakespeariana, potrebbe essere questa la via che Romeo prende quando, esiliato, lascia la città.

Accanto ai Portoni si trovano un busto bronzeo del drammaturgo inglese ed una targa in pietra. La lapide reca incise le famosissime parole che lo sfortunato innamorato pronuncia durante la terza scena del terzo atto, nel momento in cui si sta allontanando da Verona:

There is no world without Verona walls,
But purgatory, torture, hell itself.
Hence banished is banish'd from the world,
And world's exile is death.

Non esiste mondo fuor dalle mura di Verona,
Ma solo purgatorio, tortura, inferno.
Chi è bandito di qui, è bandito dal mondo
E l'esilio dal mondo è morte.

LO SAPEVI?

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La Verona di Shakespeare, I dua gentiluomini di Verona, CamelpediaI due gentiluomini di Verona e La bisbetica domata

La Verona di Shakespeare, luogo quasi metafisico, dove pagina dopo pagina tutto può accadere, non fa capolino soltanto in Romeo e Giulietta.

Tra le prime commedie composte dal Bardo, infatti, troviamo I due gentiluomini di Verona. Scritta tra il 1590 e il 1595, è considerata dalla critica come secondaria, all’interno della produzione shakespeariana, ed è raramente portata in scena.
Attraverso le vicende di Valentino e di Proteo, di Silvia e di Giulia, l’opera indaga il rapporto che intercorre tra l’amicizia e l’amore. Si tratta di una tematica che spesso compare nella letteratura rinascimentale: è più forte la relazione che si instaura tra due amici, oppure quella tra innamorati ed amanti?

Forse di poco antecedente, composta tra il 1590 e il 1594, è un’altra commedia, La bisbetica domata.
L’intera storia è ambientata a Padova, ma il protagonista maschile, Petruccio, è un avventuriero veronese. Questi è attratto dalla scontrosa Caterina, specialmente per la sua ricca dote. Dopo molte vicissitudini riesce non solo a sposarla, ma anche a portarla all’obbedienza.

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