Il parco nazionale del Joshua Tree: California on the road

What: Stati Uniti, costa del Pacifico
Where: California (parco nazionale del Joshua Tree)
When: Agosto 2017
Who: Matteo Jaunters crew, Riccardo, Antonio, Marco
Why: Why not?

Prosegue il nostro viaggio on the road alla scoperta delle meraviglie della costa ovest degli Stati Uniti d’America.

Lasciataci alle spalle Los Angeles, per raggiungere la quarta tappa della nostra avventura californiana ci siamo diretti ad est, nell’entroterra dello stato. In un caldo e assolato pomeriggio estivo, dopo poco più di due ore di strada ci siamo fermati all’ingresso del parco nazionale del Joshua Tree (in inglese, Joshua Tree National Park).

In arrivo al parco nazionale del Joshua TreeLa sosta, prolungata poi per la notte in una vicina dump station (o camper service) ci ha permesso di avvantaggiarci dei servizi disponibili presso gli uffici dei park ranger. Se vi capita l’occasione di visitare i parchi naturali statunitensi, il nostro consiglio è, infatti, prima di iniziare la vostra escursione, di dirigervi sempre nelle strutture dei guardaparco. Qui potrete trovare informazioni utili sul posto, aggiornarvi su eventuali criticità in corso (come incendi, dissesti, avvistamenti di animali pericolosi), e reperire inoltre la mappa dell’area, così da potervi orientare e raggiungere con facilità i punti di maggiore interesse e impatto naturalistico.

Trascorrere la notte nel parco nazionale del Joshua Tree, accampati all’aperto, è stata un’esperienza unica. Lo spettacolo del tramonto, il sorgere della luna, le miriadi di stelle sopra le nostre teste, sono tutti momenti che non scorderemo mai.

Parco nazionale del Joshua Tree

La mattina successiva ci siamo avventurati alla scoperta del parco. Esteso circa 3.200 Km2, e situato tra la contea di San Bernardino e quella di Riverside, è monumento nazionale dal 1936 e parco nazionale dal 1994; altresì, più della metà della superficie è protetta come zona naturale. Il territorio consta parzialmente di due zone desertiche, con due ecosistemi dissimili le cui caratteristiche sono determinate, in modo particolare, dalla differente altitudine: il Deserto del Mojave si trova ad una quota più alta, mentre il Deserto del Colorado si sviluppa su un livello inferiore. In direzione del confine sud-occidentale del parco vi è, poi, anche, la catena delle piccole montagne di San Bernardino.

La denominazione del parco deriva da una peculiare pianta di questa zona, la Yucca brevifolia. Il nome inglese di questo vegetale, Joshua Tree, ovvero Pianta di Giosuè, fu dato nel XIX secolo da un gruppo di mormoni che attraversarono il Deserto del Mojave. La forma di questo albero, infatti, ricordò loro un episodio della Bibbia, il momento in cui Mosè, pregando con le braccia al cielo, assecondava la vittoria dell’esercito di Giosuè (Esodo 17,8-16). Ancora, nell’Ottocento, minatori e allevatori ebbero notevoli benefici dalla Yucca brevifolia, impiegando il suo tronco e i suoi rami sia come riparo che come combustibile per i mezzi a vapore.

I protagonisti dell'avventura, parco nazionale del Joshua TreeL’ampio territorio naturale offre numerosi punti d’interesse. Le nostre tappe hanno compreso:

  • il Forty-nine Palms Oasis Trail, un’oasi costituita da 49 cactus giganti;
  • il Cholla Cactus Garden, una sorprendente distesa di cactus di ogni varietà e tipologia;
  • la Keys View, da cui si ha una splendida vista sulla cittadina di Palm Springs;
  • l’Arch Rock, ovvero una struttura rocciosa naturale, ad arco, dal profilo davvero singolare;
  • lo Split Rock, un’enorme masso, quasi sferico, con una netta fenditura che lo divide in due metà;
  • lo Skull Rock, una stranissima formazione rocciosa che richiama alla mente l’aspetto di un teschio.

Il parco nazionale del Joshua Tree può essere visitato in molteplici modi, dall’escursione all’arrampicata su roccia. Spesso viene esplorato con auto e fuoristrada, avendo così la possibilità di percorrerlo con facilità e vederne gli angoli più suggestivi. Non mancano, poi, le aree attrezzate per la sosta, ottime per i picnic.

Parco nazionale del Joshua TreeConcludiamo il nostro excursus con un piccola curiosità musicale.

The Joshua Tree è il quinto album degli U2, pubblicato nel 1987 e registrato, in parte, proprio negli Stati Uniti. Tra i loro dischi è quello che ha avuto più successo, unendo ad un marcato suono rock sfumature blues, country e gospel. L’album ha venduto oltre 28 milioni di copie in tutto il mondo, ha vinto ben due Grammy Award, e la rivista Rolling Stone ha inserito The Joshua Tree alla posizione numero 26 nella Lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.
Il nostro consiglio? Recuperate questa pietra miliare della musica rock e ascoltate le sue bellissime canzoni mentre vi appresterete a guardare, poco più giù, la nostra galleria fotografica. Entrate con noi nel pieno dell’atmosfera del parco nazionale del Joshua Tree, vi aspettiamo.

LO SAPEVI?

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La storia del Keys Ranch

William F. Keys, detto Bill, fu assunto come minatore nella Desert Queen Mine all’inizio del Novecento. La miniera venne chiusa 1917, ma egli decise di restare nel territorio del Joshua Tree. Visse qui, in questo deserto, fino alla morte, incorsa nel 1969, e lavorò un appezzamento di terreno a cui dette il nome di Desert Queen Ranch.

Col tempo, e molti duri sforzi, Bill accrebbe la sua fortuna: arrivò a detenere 30 diritti minerari per l’estrazione di oro e di gesso, e divenne proprietario di un impianto per la frantumazione del materiale grezzo. Insieme a sua moglie, Frances, crebbe cinque figli, si costruì casa, ed eresse una scuola, un negozio ed un’officina. Allevò capre, galline, bestiame, coltivò orti e frutteti, scavò alla ricerca dell’acqua, edificò mulini a vento e strutturò una diga, nei canyon circostanti, così da creare addirittura un lago come riserva idrica.

Bill, per oltre mezzo secolo, donò la sua vita al deserto, e il deserto innalzò il suo nome alla Storia americana, quella con la esse maiuscola.

Oggi, nel parco nazionale del Joshua Tree, la casa di Bill Keys esiste ancora, e sopravvivono anche le sue costruzioni e le sue opere. È possibile visitare il Keys Ranch con percorsi a piedi, per 90 minuti, guidati dai ranger. Un’esperienza che non mancherà di sbalordirvi, ve lo assicuriamo.

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