Il silenzio assordante di Chernobyl

!!! ATTENZIONE !!!
Le immagini in questo articolo potrebbero urtare le persone più sensibili.

What: Il silenzio assordante di Chernobyl
Where: Recoaro Terme (VI)
When: 26 agosto 2017
Who: Tex jaunters crew, Ari, Fede
Why: Why not?

 

Pripyat, 26 agosto 2017: mi trovo all’interno di uno degli hotel abbandonati proprio dentro l’area di alienazione, ad un passo dalla centrale nucleare che ha trasformato questa città… …aspettate… …aspettate un attimo, SCUSATE! Per un momento mi sono lasciato trasportare dall’ambientazione circostante… in realtà mi trovo nell’ex Hotel Dolomiti, abbandonato dal 1990 a Recoaro Terme (VI). È proprio qui infatti che è allestita la mostra fotografica multimediale “Il silenzio assordante di Chernobyl”, in un ambiente che già da sé trasuda angoscia e inquietudine.

La prima cosa che risalta della mostra è l’elevata cura nell’allestimento, ricco di dettagli e particolari che riportano inevitabilmente al disastro del 26 aprile 1986. Seguendo il percorso guidato, la sensazione è quella di esplorare un edificio abbandonato di Pripyat, un luogo fantasma dimenticato da più di 30 anni. Si susseguono una dopo l’altra le stanze ricreate traendo ispirazione da quello che hanno visto di persona 18 fotografi che – tramite dei permessi speciali – qualche mese prima erano stati proprio nella città del disastro. Tra questi Devis Vezzaro, fondatore dell’associazione culturale “I luoghi dell’abbandono” che ha curato il tutto.

Numerosi oggetti impolverati e mobili dismessi arredano i vari locali, contornati da foto e testimonianze scritte che descrivono con profonda drammaticità tutta la storia prima e dopo il disastro. Tra stanze di ospedale, aule scolastiche e locali domestici in rovina, vengono riprodotte in maniera dettagliata quelle situazioni di profondo disagio e abbandono improvviso di quelle famiglie e povere anime costrette ad evacuare e separarsi definitivamente da una vita normale.

La mostra viene approfondita con dati tecnici, articoli di giornale, notiziari e tg dell’epoca, testimonianze dirette ed indirette, senza tralasciare gli aspetti politici che alimentavano, sotto un velo di mistero, tensioni e sospetti. Inoltre, manifesti dallo stile tipicamente russo rendono l’ambiente ancor più freddo e mesto.

Alla fine di questo intenso percorso, una volta uscito dall’hotel, mi è rimasto solo quel senso di desolazione e impotenza di fronte ad un disastro talmente vasto che si potrebbe definire mondiale, e che non si può dimenticare.

Sono convinto che mostre di questo genere, anche se poco usuali, concorrono nel sensibilizzare e far conoscere argomenti poco trattati, e aiutano ad approfondire l’interesse su eventi che, involontariamente, ci hanno coinvolto e ci coinvolgono tuttora.

LO SAPEVI?

camelpedia

 

Il complotto di Chernobyl - The Russian Woodpecker

È un film documentario del 2015 diretto e prodotto da Chad Gracia e con protagonista Fedor Alexandrovich, un artista ucraino che indaga sull'incidente di Chernobyl e sui suoi possibili legami con la Duga, un'antenna che ai tempi della Guerra Fredda mandava alle radio di tutto il mondo un segnale ribattezzato "Russian Woodpecker", letteralmente "picchio russo". Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2015, ha vinto il Gran Premio della Giuria.

- tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera -

Riconoscimenti:

  • Sundance Film Festival 2015: Gran Premio della Giuria per la sezione documentari
  • Biografilm Festival 2015: Life Tales Award per la più avvicente storia di vita, Premio Hera Nuovi Talenti per la miglior opera prima

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