Guida rapida per visitare Birmingham e Londra

The Bull, Birmingham

What: English weekend
Where: Birmingham, Londra
When: Giugno 2017
Who: Matteo jaunters crew, Filippo, Charlotte, Andrea
Why: Why not?

Birmingham, metropoli della contea delle West Midlands, nell’Inghilterra centrale, è la seconda città più popolosa del Regno Unito, con oltre 1.100.000 abitanti.

Se vivete a Verona – o in cittadine limitrofe – ed è vostra abitudine prendere l’aereo presso l’aeroporto Catullo di Verona-Villafranca, sappiate che Birmingham è facile da raggiungere grazie a voli diretti e la possibilità, se arrivate in auto, di parcheggi coperti e scoperti prenotabili anche con largo anticipo.

Una volta atterrato ed aver ricevuto il benvenuto dal tipico, gioioso e allegro bel tempo inglese (cielo coperto, pioggia, vento freddo), ho cercato un trasporto per la città. Ai taxi e al treno ho preferito l’autobus, perché ho avuto la fortuna di trovarne uno che era in procinto per partire.

Dopo una quarantina di minuti ero giunto a Birmingham, e, dopo esser stato accolto tristemente dal maltempo inglese (sole e brezza leggera), mi sono gustato una passeggiata per le vie del centro. La città apre su una delle sue aree di maggiore appeal turistico, la Bull Ring.

Si tratta della maggiore zona commerciale del luogo, un punto focale della metropoli composto da negozi, centri commerciali, la Saint Martin’s Square e la Saint Martin’s Church in the Bull Ring, un edificio sacro iniziato intorno al 1290 e in gran parte ricostruito nel 1870. Altro cuore di questo settore urbano è il Selfridges Building, una struttura avveniristica, dalla forma irregolare, ricoperta da migliaia di piatti dischi riflettenti. Poco più in là è possibile incontrare uno dei simboli più fotografati di Birmingham e dell’intera Bull Ring, la scultura bronzea di un toro (“bull” in inglese, appunto) realizzata dall’artista Laurence Broderick. Alta più di 2 metri, quest’opera mostra tutta la sua forza e dirompenza a milioni di persone dal 2003.

Attraversando Victoria Square mi sono poi diretto alla Library of Birmingham, in Centenary Square.

Edificio immenso, su nove piani – di cui due dedicati allo staff che vi lavora –, ospita all’ultimo piano una delle due più importanti collezioni di opere di Shakespeare al mondo (l’altra, la Folger Shakespeare Library, è situata a Washington, D.C.). Il grande spazio contiene oltre 43.000 libri del bardo di Stratford-upon- Avon, compresi volumi rari, originali e copie delle prime edizioni seicentesche.

Poco oltre si trova il Giardino Segreto, una terrazza coltivata che offre un ampio panorama sulla città.

Uscito, la fame si è fatta sentire; dopo aver chiesto ad alcuni passanti, mi è stata indicata la Malt House. È questo un pub dall’anima rustica e suggestiva, e insieme ad una birra bionda ho potuto assaporare un ottimo hamburger di manzo con una valanga di patate speziate cotte al forno.

È giunto il momento di svelare il motivo dietro a questo viaggio. Anzi, i motivi, al plurale: Filippo e Andrea.
Non starò ad annoiarvi con discorsi di stretta attualità sociale, sappiate soltanto che Filippo e Andrea, miei vecchi amici, dopo la laurea in Ingegneria Civile hanno deciso di lasciare l’Italia e cercare – o meglio, trovare – lavoro all’estero, un impiego attinente al settore dei loro studi.

La circostanza di questa piccola rimpatriata era poi eccezionale… il compleanno di Filippo!
Raggiunti i compagni di quest’avventura e fatto un salto all’appartamento di Filippo, che gentilmente mi ha ospitato, la serata e i festeggiamenti hanno avuto finalmente inizio.

La nostra scelta è caduta sullo Snobs, una discoteca su due piani per due stili diversi di musica: da una parte house commerciale e dall’altra suoni latini mixati con influenze difficilmente decifrabili, almeno per noi profani del genere.

A mattina, incamminandoci verso l’appartamento, si è unito a noi, all’improvviso, l’immancabile DISAGIO.

Passando sotto un cavalcavia, all'improvviso, ci siamo ritrovati bagnati, dei ragazzini ci hanno tirato dall’alto una secchiata d’acqua! N.B. Portatevi via sempre un ombrello, così per sicurezza.

Il giorno seguente, meno male, è tornato il bel tempo inglese, con pioggia scrosciante e vento gelido.
L’intera mattinata l’abbiamo trascorsa al Sutton Park, che, per dimensioni, è il settimo parco urbano più esteso di tutta Europa. In gran parte riserva naturale nazionale, questa enorme area verde di più di 2.400 acri comprende sette laghi, numerosi ristoranti, spazi sportivi e zone dedicate ai più piccoli.

Altro monumento di grande interesse è la Cathedral Church of Saint Philip, eretta in stile barocco da Thomas Archer tra il 1710 e il 1725.

Se a pranzo abbiamo avuto modo di mangiare soltanto un boccone veloce al The Selly Park Tavern, la cena è andata decisamente meglio, ospiti a casa di Charlotte, fidanzata di Filippo. La serata è trascorsa in un clima di grande allegria, con musica, chiacchiere e un buon bicchiere di vino rosso.

L’indomani, dopo una sconvolgente sveglia di prima mattina e tre “velocissime e leggerissime” ore di autobus, siamo arrivati a Londra.
Scartata subito l’idea di un tour frenetico per vedere più cose possibili, abbiamo deciso di concentrare il nostro soggiorno nella capitale a pochi e ben determinati luoghi, visitandoli però in maniera adeguata, tranquilla e proficua.

Superata la Tower of London e il vicino Tower Bridge, abbiamo proseguito in direzione della Southwark Cathedral: affascinante esempio di architettura gotica (e neogotica; ma le sue origini sono molto più antiche), è di certo uno degli edifici religiosi più imponenti di tutta Londra.
Nel deambulatorio nord e sud sono conservati numerosi monumenti funebri, tra i quali, lungo il corridoio settentrionale, la tomba di un cavaliere ancor oggi sconosciuto, col suo ritratto a figura intera, scolpito nel legno, risalente alla fine del XIII secolo.

Oltrepassato il centro del distretto, Newington, sulle sponde del Tamigi si è parata di fronte a noi il Coca Cola London Eye, la celebre ruota panoramica che regala una veduta mozzafiato dall’alto dei luoghi più famosi della City.

Poco oltre, attraversato il Westminster Bridge, si fiancheggia il Big Ben, il soprannome della torre dell’orologio del Palace of Westminster, il parlamento inglese. Il campanile, simbolo della capitale ultimato poco dopo la metà dell’Ottocento, svetta per 96 metri e suona ogni quarto d’ora.

Pochi passi separano questo complesso di edifici dalla Westminster Abbey, sede di tutte le incoronazioni dei sovrani britannici fin dal 1066, quando qui, il giorno di Natale, fu proclamato re Guglielmo il Conquistatore.

La nostra passeggiata londinese ci ha condotto, infine, a Buckingham Palace.
Attrazione turistica e insieme punto di riferimento per i sudditi, è la residenza ufficiale della regina Elisabetta II. Il palazzo, situato al centro di un’area di oltre 77.000 metri quadrati, contiene 775 stanze, tra cui 19 sale di rappresentanza, 52 camere da letto, 78 bagni e 92 uffici.

La mattina seguente mi sono svegliato alle 5.30 e ho iniziato a prepararmi lo zaino per il ritorno. L’ho fatto di soppiatto, e vi prego di mantenere il segreto: in vacanza, alzarsi così presto è illegale.
Una volta salutati i miei amici, per giungere all’aeroporto ho chiamato un taxi. Mai scelta fu più azzeccata in fatto di tempistica, per i minuti risparmiati, ma altrettanto dispendiosa per il mio portafoglio: la bellezza di 27,50 sterline!
Decollato alle 8.00, poco dopo le 11.00 ero arrivato in Italia, a Verona. Il volo, infatti, dura circa due ore, ma bisogna tener conto del fuso orario.
Cosa aggiungere, se non che è stato un weekend molto felice? Lo è stato, davvero, e prima o poi tornerò, di sicuro, a trovare i miei vecchi amici Andrea e Filippo (più Charlotte, logico). Ma quella, ovviamente, sarà un’altra storia!

LO SAPEVI?

camelpedia

Birmingham è estremamente legata all’arte e alla cultura, in particolare può vantare una storia musicale davvero invidiabile.

La città è spesso indicata come la culla dell’heavy metal.
Band come i Black Sabbath e i Judas Priest qui sono sorte e hanno fatto i loro primi concerti.

Robert Plant e Jimmy Page, fondatori dei Led Zeppelin, si sono conosciuti proprio a Birmingham (e John Bonham, conosciuto come “Bonzo”, batterista sempre degli Zeppelin, proveniva da una località poco distante), e nello stesso centro è nato Nick Mason, cofondatore e batterista dei Pink Floyd.

Negli anni Sessanta e Settanta Birmingham ha visto fiorire moltissimi gruppi musicali, dal blues al rock, dal reggae allo ska. Nel decennio successivo in città si sono formati e hanno debuttato i Duran Duran, forse gli artisti synth pop più celebri al mondo, mentre gli anni Novanta hanno portato influenze e suoni house e hip hop.

A Birmingham è molto apprezzato il jazz: la città, infatti, è sede ogni anno dell’International Jazz Festival, il più grande e importante dell’intera Gran Bretagna.

È doveroso infine ricordare la City of Birmingham Orchestra, l’orchestra sinfonica cittadina. Famosa a livello internazionale, tiene frequenti concerti presso la magnificente ed elegantissima Symphony Hall.

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