Dalla bassa ai Paesi Bassi: un’avventura in bicicletta

What: Dalla bassa ai Paesi Bassi
Where: Italia, Austria, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda
When: 3-13 novembre 2017
Who: Andrea Biondani, Riccardo Pasquin
Why: Why not?

L'Olanda e i suoi mulini, Dalla bassa ai Paesi BassiAttenzione, questo non è semplice articolo. No, è molto di più. Questa è una vera e propria storia, un racconto che, come nei più decisivi arabeschi della vita, intreccia emozioni e forza, passioni e volontà, energia e, soprattutto, quella scintilla che determina il coraggio di non arrendersi. Quella capacità di affrontare le difficoltà per vincere la scommessa contro sé stessi. Quella voglia di superare i propri limiti, e di farlo addirittura col sorriso, per portare un messaggio importante – perché sì, un valore alla base di tutto ciò è presente, anzi, ne è l'essenza.

Seduti al computer, in questo pomeriggio nuvoloso, stiamo raccontando col cuore, prima ancora che con le dita delle mani che battono veloci sulla tastiera.

La storia prende il via con due amici, Andrea Biondani, fondatore di HappyWays, la prima piattaforma online dedicata al carpooling ecosostenibile per raggiungere gli eventi, e Riccardo Pasquin, guida turistica per Butterfield & Robinson. Veneti d’origine, sono entrambi cittadini del mondo, appassionati di bicicletta e convinti che oggi, all’aprirsi del XXI secolo, siano possibili nuovi e diversi criteri per avvicinarsi, capire e vivere il turismo, la sostenibilità, il territorio.

L'Adige al Parco Nazionale dello Stelvio, Dalla bassa ai Paesi BassiQual è stato il loro obiettivo?
Percorrere, in sella, nell’arco di una decina di giorni, l’intera distanza che separa il Veneto dall’Olanda.
Un proposito folle… o forse no? Sicuramente affascinante, inusuale, e con un mezzo, la bici, inteso come strumento capace di creare congiunzioni culturali, unioni geografiche e, in primis, umane.

L’occasione, al di là della stagione autunnale inoltrata, era propizia, e ad essa hanno concorso molteplici fattori, tra i quali il trasferimento di Riccardo in Olanda. Ed ecco che l’idea si è fatta sempre più coinvolgente, ardua, certo, ma allo stesso tempo carica di aspettative.

Non solo. Il viaggio ha potuto assurgere alla valorizzazione del territorio e alla promozione attiva di un certo tipo di turismo, quello ecologico, su due ruote.

Così è nata l’impresa. Dalla bassa ai Paesi Bassi: un titolo che, sia per denominazione che per concezione, associa la zona pianeggiante della “bassa” veronese con le aree altrettanto “basse” che caratterizzano lo stato olandese.

Freddo, Dalla bassa ai Paesi BassiAltra congiunzione favorevole è stata la prospettata conclusione della ciclabile Adige Sud, una ciclopista che, collegando Rosolina Mare (frazione di Rosolina, in provincia di Rovigo) con il passo di Resia (un valico alpino in provincia di Bolzano), connette idealmente le Alpi con l’Adriatico, costituendo così un tracciato di grande richiamo per tutti gli amanti della bicicletta e del turismo alternativo e sostenibile.

Dovendo poi attraversare il continente, il percorso ha avuto facoltà di svilupparsi lungo la via Francigena e la via Claudia Augusta: un itinerario che, nel suo complesso, da nord a sud, non solo può porre in nuova luce ampie regioni territoriali, ma può ottimizzarle incrementandone il bacino di fruizione.

Il viaggio ha preso così forma: la Val d’Adige, il Trentino, il Tirolo austriaco, la valle dell’Inn, la Baviera tedesca, il passaggio del Danubio, il Lago di Costanza, Friburgo, la Foresta Nera, Strasburgo, l’Alsazia, Saverne, il Lussemburgo, Bruxelles, Amsterdam.

Patrocinati da Fiab Verona, Consorzio delle Pro loco del Basso Veronese, Comune di Legnago, Uisp Verona e dall’associazione Radici in movimento, Andrea e Riccardo, partiti dal Bosco di Albarella (a Roverchiaretta, Verona) il 3 novembre, hanno raggiunto il traguardo prefissato il 13 novembre.
Pensate, 1.428,5 Km per 12.748 m di dislivello!

L'arrivo ad Amsterdam, Dalla bassa ai Paesi BassiNon si può rimanere indifferenti rileggendo il “diario di viaggio” postato quotidianamente dai nostri due eroi su Facebook, o andando a vedere gli articoli e i resoconti della lunga pedalata pubblicati in internet.
Il senso di avventura è stato più vivo che mai, a cominciare dal tempo poco clemente, con un totale di otto giorni di pioggia, vento, neve e grandine sopportati anche grazie all’equipaggiamento: giacche impermeabili, copripantaloni, copriguanti e copriscarpe.

Tra una sosta e l’altra (circa ogni 30/40 Km, per ripararsi dal freddo e per fare il pieno di energia) gli imprevisti non sono di sicuro mancati, come una foratura, la spaccatura di un raggio, la rottura di un deragliatore e il guasto di una catena. E, a proposito di peripezie, non si può non menzionare la tappa Strasburgo-Città di Lussemburgo: 230 Km compiuti in un solo giorno, restando in sella dalle 6.30 del mattino fino a sera, alle 22.00.

Tornato in Italia, abbiamo incontrato Andrea. Quella che segue è la nostra chiacchierata.

CHIACCHIERATA

con andrea biondani

EuroVelo 5, Dalla bassa ai Paesi BassiQuando avete capito che questo lungo viaggio poteva costituire effettivamente un mezzo per veicolare un "messaggio green"?

Fin da subito abbiamo capito che il nostro proposito poteva essere un modo per promuovere un messaggio. L'itinerario, infatti, unisce sia idealmente che fisicamente il Mare del Nord col Mediterraneo. Certo, difficile sorprendere un olandese con un'impresa a pedali, ma è anche vero che, proprio qui, nel nostro territorio, ad esempio sul Garda, il turismo di provenienza nordica è molto rilevante.
È stato un modo per dare risalto, anche per le varie amministrazioni, alla ciclovia Adige Sud. Un'opportunità che, completata, è fonte di sviluppo, indotto. Fondamentale, poi, è stato l'apporto di Radici in movimento, associazione coinvolta con l'HappyWays Fest, il cui intento è quello di sistemare il ciclorifugio lungo la ciclovia Adige Sud.
Il progetto ci ha permesso anche di valutare lo stato delle vie ciclabili in Veneto, Trentino-Alto Adige, e in Europa. Le differenze si vedono: i dissesti notati sulle strade della Vallonia, la cura olandese, l'efficienza tedesca, il buon grado di tenuta delle piste francesi, il poco interesse attuato in Lussemburgo, dove le stazioni di rifornimento con pompe di benzina sono davvero, davvero tante. Nel complesso abbiamo pedalato un 80% su manto asfaltato e un 20% su sterrato. Ricordo lo sterrato attraverso la Foresta Nera: di grande bellezza, come paesaggio, ma abbastanza pericoloso da percorrere, con almeno 16-18 Kg da portare in equilibrio sulla bici.

Come si è svolta la pianificazione del percorso?

Come detto, il proposito è stato quello di percorrere il più possibile piste ciclabili. Un aiuto lo abbiamo trovato in Strava, una app per ciclisti che incrocia tutti i tragitti possibili e fornisce quelli con maggiore percorrenza. Altro fattore importante, Google Maps, che, fuori dall'Italia, è disponibile con l'apposita versione pensata in funzione della bicicletta.

Foresta Nera, Germania, Dalla bassa ai Paesi BassiSe qualcuno volesse intraprendere il vostro stesso viaggio, o anche solo una parte di esso, quali accorgimenti dovrebbe tenere in considerazione?

Innanzitutto, l'equipaggiamento adeguato. Fattore, questo, poi, direttamente collegato alla stagione: in primavera, ad esempio, tutto ciò sarebbe stato più agevole da trasportare e affrontare in fase di pianificazione del viaggio. Finora mi era capitato di viaggiare con massimo 6 Kg di bagaglio!
In merito a dove alloggiare, nessuna pre-organizzazione. Cercavamo, nelle zone opportune, le disponibilità al couchsurfing o i posti migliori su Booking. Anche Warm Shower ci è stato molto utile. Si tratta di un social network pensato proprio per i cicloturisti: si fa richiesta di ospitalità e ci si mette d'accordo su modi e tempi. Un'occasione anche per entrare in contatto con le persone del luogo!
Altro fattore che ha in qualche modo condizionato il nostro viaggio è stato il tempo a nostra disposizione. Suddividendo la distanza totale da percorrere per i giorni di cui potevamo usufruire, dovevamo fare, in media, circa 150 Km al giorno. Questo ha determinato, spesso, la città più idonea dove fare tappa per la notte.
A livello di energia, indispensabile un pasto circa ogni ora, meglio se calorico, come datteri o cioccolata. Integratori da circa una ventina di giorni prima.
Tutto si gioca, comunque, più che sul piano fisico, su una strutturata componente mentale, quella forza che fa superare i primi giorni, più pesanti, e che ti fa andare avanti affrontando le difficoltà. Il ciclismo, inoltre, non inteso come gara, ma come esplorazione, ricerca, avventura, un mezzo per valicare gli orizzonti.

Foresta Nera, Germania, Dalla bassa ai Paesi BassiAspetti positivi e aspetti negativi del viaggio?

Negativi fortunatamente no. Anzi, al contrario, ho molti ricordi positivi. Uno su tutti, una volta entrati nel Parco Nazionale dello Stelvio, vedere l'Adige in forma di ruscello.
Con Riccardo mi sono divertito parecchio, abbiamo fatto moltissime risate, e anche con diversi abitanti dei vari posti in cui ci siamo fermati si è creata una sorta di empatia. Come col meccanico che ha riparato la bici di Riccardo, che per più di un'ora di lavoro ha voluto soltanto 10 €; gli abbiamo pure regalato la maglietta col logo di Dalla bassa ai Paesi Bassi!
C'è da dire, comunque, che più si sale verso i paesi del Nord Europa, più la gente tende, quantomeno all'inizio, ad essere chiusa. Non necessariamente fredda, ma che sta di più sulle sue. Forse, si può dire, risulta più complicato entrare nelle loro dinamiche sociali.

Cosa ti porti via da questa esperienza?

Tante cose. Un'amicizia che si rafforza. Molti ricordi ed emozioni. Anche quel piccolo tassello in più di autostima, che non fa mai male, dopo una simile avventura. La soddisfazione di aver costruito, attorno un viaggio, un progetto di turismo sostenibile. Un progetto piccolo, forse, ma che dà il suo contributo a una realtà in divenire molto importante. Il fatto di mettersi in gioco. Lo scoglio da superare è trovare una sella comoda e una posizione altrettanto comoda... poi è tutta una sfida con sé stessi.

Hai già in programma per il futuro altri viaggi di questo tipo?

Bella domanda. Sì, quasi sicuramente sì, ma non so ancora quanto presto, e neppure dove. Tutto si scontra col tempo a disposizione. Magari riducendo le distanze giornaliere e godendo di più tutto ciò che ti circonda; molto dipende poi anche dal modello di bici e dal periodo dell'anno. Tanti, i sogni. Come un viaggio in bici fino in Mongolia. O come scendere lungo la vecchia Cortina di ferro, dalla Polonia ai Balcani incrociando il Danubio. Vedremo il futuro quali nuove occasioni porterà!

Tutte le fotografie qui presenti sono di proprietà di Andrea Biondani e Riccardo Pasquin, protagonisti di Dalla bassa ai Paesi Bassi. Da loro, gentilmente, abbiamo avuto il permesso di utilizzarle per questo articolo, e a loro va il nostro ringraziamento. Ragazzi, siete stati davvero forti!

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